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Rilevamento precoce dello stress renale per garantire esiti migliori.

Danno renale acuto (AKI)

Il danno renale acuto (AKI) è una sindrome caratterizzata da un’improvvisa perdita della funzionalità renale. Colpisce più del 70% dei pazienti in terapia intensiva1,2. Negli ambienti di terapia intensiva, gli attuali strumenti diagnostici rilevano solo segnali tardivi: la prevenzione è quindi fondamentale. L’implementazione precoce di misure nefroprotettive può di fatto ridurre l’incidenza di stadi moderati e gravi dell’AKI.

Cos’è il danno renale acuto?

Il danno renale acuto è una perdita improvvisa della funzionalità renale che si sviluppa in un arco di 7 giorni. Attualmente viene diagnosticato in base ai livelli di creatinina sierica e alla produzione di urina. Si tratta di una sindrome frequente nelle unità di terapia intensiva, dove i pazienti mostrano instabilità emodinamica, presentano varie comorbilità e sono esposti a farmaci nefrotossici che li mettono a rischio di sviluppare l’AKI.  

Qual è l’impatto sanitario dell’AKI?

Il danno renale acuto è una sfida globale crescente per i pazienti, gli operatori sanitari e la società:  

  • 13,3 milioni di nuovi casi di AKI all’anno3
  • Il 74% dei pazienti in terapia intensiva sviluppa AKI1,2
  • Il 42% dei pazienti settici in terapia intensiva è affetto da AKI4

L’AKI è associato a gravi complicanze a breve e lungo termine, tra cui degenza prolungata in ospedale e nelle unità di terapia intensiva, nonché tassi di mortalità più elevati. I sopravvissuti all’AKI presentano inoltre un rischio maggiore di sviluppare malattie renali croniche (CKD) e complicanze cardiovascolari. Una maggiore gravità, una durata prolungata e la presenza di episodi ricorrenti di AKI amplificano il suo impatto complessivo. Inoltre, quando il danno renale acuto progredisce a malattia renale cronica, l’impatto si ripercuote sul benessere dei pazienti, sulla loro qualità di vita e sulle loro famiglie. 

I costi sanitari associati alla gestione dell’AKI sono elevati e superano quelli dei comuni tumori.5 In assenza di terapie efficaci per il trattamento dell’AKI, la prevenzione è fondamentale. L’identificazione dei pazienti ad alto rischio di AKI offre agli operatori alcune possibilità di trattamento. 

Sebbene esistano già strumenti per diagnosticare l’AKI, i livelli di creatinina sierica e la produzione di urina sono indicatori tardivi nei pazienti critici, con ridotti valori di sensibilità e specificità.6 In questo contesto, l’AKI viene generalmente diagnosticata in ritardo.

Qual è la nostra soluzione per l’AKI?

bioMérieux ha sviluppato un test che rileva lo stress renale quando l’intervento può ancora fare la differenza. È destinato a essere utilizzato in pazienti con malattia acuta congiuntamente alla valutazione clinica, per favorire l’identificazione dei pazienti a rischio di sviluppare AKI moderato o grave entro le 12 ore successive.

Grazie a tale identificazione precoce, gli operatori sanitari possono personalizzare l’assistenza medica ed escludere in sicurezza i pazienti dalle misure nefroprotettive o implementare misure nefroprotettive per migliorare gli esiti dei pazienti e ridurre i costi7,8, con potenziale riduzione dello sviluppo di nuove comorbilità.

  

Danno renale acuto (AKI): la nostra offerta diagnostica

bioMérieux offre uno degli unici biomarcatori di stress disponibili sul mercato per migliorare la gestione dell’AKI.

Nota informativa: la disponibilità dei prodotti varia in base al Paese. Per informazioni sulla disponibilità dei prodotti nel proprio Paese, consultare il rappresentante bioMérieux di zona 

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    VIDAS® NEPHROCHECK® è un test automatizzato da utilizzare sullo strumento VIDAS® 3 per la determinazione quantitativa immunoenzimatica delle proteine TIMP-2 (Tissue Inhibitor of Metalloproteinase‑2, inibitore tissutale della metalloproteinasi-2) e IGFBP-7 (Insulin-like Growth Factor‑Binding Protein 7, proteina 7 legante il fattore di crescita insulino-simile) nell’urina umana mediante la tecnica ELFA (Enzyme Linked Fluorescent Assay).

    Il test VIDAS® NEPHROCHECK® è indicato per l’uso in combinazione con l’esame clinico come ausilio nella valutazione del rischio di danno renale acuto (AKI) moderato o grave in pazienti in condizioni critiche.

Risorse utili sul danno renale acuto

Selezione di pubblicazioni sulla valutazione del rischio di AKI utilizzando i biomarcatori di stress renale

Opuscolo AKI

  

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    Riferimenti

    1. Bianchi NA, Stavart LL, Altarelli M, Kelevina T, Faouzi M, Schneider AG. Association of Oliguria With Acute Kidney Injury Diagnosis, Severity Assessment, and Mortality Among Patients With Critical Illness. JAMA Netw Open. 2021;4(11):e2133094. 

    2. Kellum JA, Sileanu FE, Murugan R, Lucko N, Shaw AD, Clermont G. Classifying AKI by Urine Output versus Serum Creatinine Level. J Am Soc Nephrol. 2015;26(9):2231-2238. 

    3. Mehta RL, Cerdá J, Burdmann EA, et al. International Society of Nephrology’s 0by25 initiative for acute kidney injury (zero preventable deaths by 2025): a human rights case for nephrology. Lancet. 2015;385(9987):2616-2643. 

    4. Bagshaw SM, George C, Bellomo R; ANZICS Database Management Committee. Early acute kidney injury and sepsis: a multicentre evaluation. Crit Care. 2008;12(2):R47. 

    5. Ostermann M, Cerdá J. The Burden of Acute Kidney Injury and Related Financial Issues. Contrib Nephrol. 2018;193:100-112. 

    6. Ostermann M, Joannidis M. Acute kidney injury 2016: diagnosis and diagnostic workup. Crit Care. 2016;20(1):299. 

    7. Göcze I, Jauch D, Götz M, et al. Biomarker-guided Intervention to Prevent Acute Kidney Injury After Major Surgery: The Prospective Randomized BigpAK Study. Ann Surg. 2018;267(6):1013-1020. 

    8. Zarbock A, Küllmar M, Ostermann M, et al. Prevention of Cardiac Surgery-Associated Acute Kidney Injury by Implementing the KDIGO Guidelines in High-Risk Patients Identified by Biomarkers: The PrevAKI-Multicenter Randomized Controlled Trial. Anesth Analg. 2021;133(2):292-302.